I palazzi signorili

  

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   Palazzo Sylos-Calò

Il palazzo Sylos-Calò stile tardo-rinascimentale, fu fatto costruire da Giovanni Alfonso Sylos nella prima metà del XVI secolo per esaltare la ricchezza e la nobiltà del casato. L’esterno del palazzo fu costruito nel 1529, mentre il loggiato e gli spazi interni vennero completati solo nel 1583. Il palazzo si erge sui resti di una chiesa donata a Francesco Saverio Sylos.

La facciata che dà sulla strada presenta un aspetto più irregolare, a causa dell’adattamento all’andamento della via. Il loggiato è realizzato su due livelli. Il grande portale d’ingresso, che ricorda quello del Palazzo De Ferraris-Regna, dà direttamente sul cortile porticato; è in stile tardorinascimentale, ed è inquadrato da due lesene, con due effigi imperiali sotto il cornicione. Il cortile interno, più regolare della facciata, ha una pianta quadrangolare. Il suo porticato si erge su otto colonne con capitelli tutti diversi fra loro. L’androne, come negli altri palazzi bitontini, è coperto da volte ribassate con lunette e presenta colonne lisce con capitelli corinzi, ripresi dal rinascimento fiorentino.

I vani del piano terra presentano volte a botte o a crociera. È presente una torre cilindrica, forse adibita originariamente a torre di avvistamento e difesa. La loggia che si affaccia su piazza Cavour offre l’ espressione più ricca del Rinascimento pugliese.

Il palazzo è  attualmente la sede della prestigiosa Galleria Nazionale della Puglia Girolamo e Rosaria De Vanna. 

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   Palazzo Sylos-Vulpano

Oggi monumento nazionale, il palazzo Sylos-Vulpano è noto per le decorazioni del cortile interno. Fu costruito nel 1445 per volere di Giovanni Vulpano, riutilizzando una precedente torre medioevale, i cui resti sono stati recentemente rinvenuti in corrispondenza del loggiato.

La torre era stata forse costruita intorno al 1156, quando Goffredo Vulpano giuse a Bitonto per sfuggire alle devastazioni di Guglielmo il Malo. Secondo la data incisa sul portale l’opera è da ritenersi completata solo nel 1501. Fino al 1734 il palazzo fu in possesso dei Vulpano, e solo dopo l’estinzione di questa famiglia, passò ai Sylos con i quali i Vulpano erano imparentati.

Sebbene il palazzo sia stato terminato agli inizi del XVI secolo, segue lo stile rinascimentale toscano del secolo precedente, in particolare nell’impostazione del cortile quadrangolare centrale. La facciata presenta un andamento più irregolare, dovuto anche all’adattamento al pendio naturale del terreno.

Nel cortile si trova una loggia decorata con pannelli scolpiti che celebrano le virtù civiche della famiglia Vulpano (Annibale Vulpano è raffigurato insieme a Scipione e Antonio Pio Vulpano con l’imperatore Nerone). Vi si trovano inoltre una scena con il mito di Orfeo e una con mostri marini. Il portale d’ingresso mostra invece lo stile tardo-gotico aragonese. L’androne è coperto da una volta a botte.

Un’epigrafe nella loggia testimonia le relazioni commerciali intrattenute dai Vulpano con altre importanti casate italiane. È inoltre presente uno stemma della famiglia Vulpano, cui si aggiunse più tardi quello della famiglia Sylos, quando questa acquistò il palazzo.

L’interno fu rifatto e della struttura originaria rimangono solo i piani superiori. In epoca successiva l’edificio ha subito aggiunte che hanno occupato spazi originariamente all’aperto. Attualmente sono in i lavori di restauro che lo porteranno all’originario splendore. 

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   Palazzo De Ferraris-Regna

Il nucleo originario risale al XIV secolo e fu realizzato dai De Ferraris, nobile famiglia genovese che si stanziò nel XIV secolo a Bitonto. Anticamente il palazzo si estendeva fino all'”arco pinto”. Tra il 1586 e il 1639 fu ricostruito per volere della famiglia Regna (giunta a Bitonto nel XIII secolo con Paolo Regna, preso in ostaggio a Milano da Federico II).

Il palazzo presenta un portale con colonne di ordine dorico poggianti su un semplice basamento. I loggiati interni sono realizzati in epoche diverse: il primo piano e il cortile risalgono al XIV secolo, mentre il piano superiore è più recente. Le finestre sono state trasformate in seguito in balconi. Il portale è in stile tardorinascimentale, con la data (1586) incisa sul portale stesso. gran parte della struttura De Ferraris è andata distrutta ed oggi ne rimangano solo alcune arcate.

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   Palazzo De Lerma

Fu fatto costruire accanto alla cattedrale, in un’area precedentemente inclusa nelle proprietà del vescovo nel XVI secolo, da Girolamo De Lerma, duca di Castelmezzano e appartenente ad una famiglia giunta in Italia dalla Spagna verso il 1500. Sulla sua destra preesisteva la chiesetta della Santa Maria della Misericordia, della quale si conserva il portale principale (risalente al 1586) con, sulla parte superiore, una scultura in pietra della Vergine.

Il palazzo è coronato da un ricco cornicione ed è in stile rinascimentale anche se successivamente vi furono delle trasformazioni e delle aggiunte in stile barocco, cui seguì l’aggiunta dei balconi nel XVIII secolo. La facciata del palazzo è prospiciente con il sagrato della cattedrale e tra di essi vi è una suggestiva loggia cinquecentesca di stile rinascimentale, posizionata ad angolo.
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Altri palazzi

– Palazzo Spinelli-Regna
– Palazzo Sylos-Sersale
– Palazzo Rogadeo
– Palazzo Sisto
– Palazzo Termite
– Palazzo Alitti
– Palazzo Bove
– Palazzo Gentile